Storia

Il codice Enigma – La Storia

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La macchina Enigma nasce molto prima della Seconda Guerra Mondiale e, a dispetto di quanto si potrebbe credere, non è stata creata per scopi militari. Realizzata nel 1918 dall’ingegnere berlinese Scherbius, la famosa macchina era stata ideata con lo scopo di soddisfare le esigenze dei grandi industriali dell’epoca, che subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, si videro costretti a fronteggiare il nuovo fenomeno dello spionaggio industriale. Nel 1923 fu esposta la prima macchina Enigma al Congresso Internazionale dell’Unione Postale, per essere poi messa in commercio suscitando l’interesse di acquirenti inaspettati, come gli stati maggiori degli eserciti di Germania, Giappone, Polonia e Stati Uniti. Il sistema di codifica della macchina Enigma era così sofisticato che nessuno riteneva possibile la decrittazione dei suoi messaggi: il modello iniziale, costituito da soli tre rotori (che in seguito diventarono più di cinque) permetteva già di arrivare a circa 150 trilioni (cioè 150 milioni di milioni di milioni) di combinazioni diverse.

Se la situazione degenerò, fu a causa di un curioso personaggio, amante delle donne e della bella vita: Hans Thilo Schmidt. Spinto dal desiderio di un tenore di vita che il suo stipendio da funzionario dell’Ufficio Cifra dell’esercito tedesco non gli permetteva, nel 1931 cominciò a passare ai servizi segreti francesi i manuali operativi di Enigma usati dall’esercito tedesco, continuando a rivelare informazioni fino al 1943 quando, scoperto dalla polizia nazista, si suicidò in carcere per evitare le torture.

Tuttavia, visto l’imponente numero di combinazioni rese possibili da Enigma, i documenti passati da Schmidt, pur essendo utili, non potevano rendere possibile la comprensione dei messaggi. I manuali di utilizzo, infatti, non consentivano da soli di capire la chiave utilizzata per codificare un testo, anche perché le chiavi di cifratura venivano cambiate costantemente, persino più volte al giorno. Consapevoli di questo, i servizi segreti francesi decisero di rivolgersi alla Polonia, con la quale, già pochi mesi dopo il primo incontro con Schmidt, avevano sviluppato una strana triangolazione: Schmidt consegnava i documenti ai francesi e questi li passavano all’ufficio Cifra del governo polacco a Varsavia. I servizi segreti polacchi, infatti, a dispetto della riservatezza e del segreto, erano riusciti a intercettare una valigia diplomatica contenente un esemplare della macchina Enigma. A Varsavia operava un agguerrito gruppo di crittografi che nell’agosto 1932 riuscì per la prima volta a violare Enigma. Si trattava tuttavia di vittorie molto relative: il problema, infatti, non era solamente comprendere la chiave utilizzata per codificare un determinato testo, ma anche farlo velocemente. Conoscere in tempo reale il senso delle comunicazioni intercettate era di fondamentale importanza, mentre i polacchi spesso stentavano a capire il senso di messaggi risalenti a mesi o a settimane prima. Se fosse scoppiata la guerra, quindi, il lavoro svolto sarebbe stato del tutto inutile.

La situazione si aggravò ulteriormente tra il 1937 e il 1938, quando la Marina e l’Esercito tedesco modificarono il sistema base delle trasmissioni, trasformando le macchine Enigma da tre a cinque rotori. Parallelamente si sviluppava la politica aggressiva della Germania Nazista verso gli stati vicini, Polonia e Francia in primis, e nel settembre 1939 la situazione sfociò nello scoppio della Seconda Guerra Mondiale. All’indomani dell’invasione della Polonia, i crittoanalisti polacchi abbandonarono Varsavia e ricostituirono il gruppo in Francia, iniziando a collaborare con il progetto di lavoro che gli inglesi e i francesi avevano avviato nel 1938 a Bletchley Park. Qui si combatteva una guerra parallela in un continuo alternarsi di vittorie e sconfitte, in cui gli inglesi cercavano di decrittare il più velocemente possibile i messaggi dei tedeschi, e i tedeschi cambiavano continuamente le chiavi e perfezionavano le macchine, rendendo così inutili molti dei successi ottenuti dal gruppo. Tuttavia, mese dopo mese, per quanti sforzi facessero i tedeschi, ogni cambio dei parametri di regolazione di Enigma veniva “recuperato” sempre più rapidamente dagli uomini di Bletchley Park. E questo grazie all’intuizione di Alan Turing, giovane ingegnere matematico, destinato a diventare uno dei grandi geni del XX secolo. Basandosi su un sistema ideato dai crittografi polacchi, nel 1940, Turing ideò le cosiddette “Bombe”, macchine che contenevano vari gruppi di rotori simili a quelli di Enigma che, girando a forte velocità, calcolavano velocemente tutte le combinazioni possibili. Grazie a “The Bombe”, l’ago della bilancia iniziò a pendere decisamente a favore degli uomini di Bletchley Park. Si trattava di un prototipo di computer elettromeccanico contenente moltissime rotelle meccaniche, su ognuna delle quali erano scritte le cifre da 0 a 9 e tutte le lettere dell’alfabeto tedesco (nello stesso modo in cui erano configurate le ruote della macchina tedesca Enigma). Lo scopo era quello di simulare il funzionamento della macchina Enigma tedesca, in modo tale da individuare le combinazioni di lettere che si allineavano durante la ricezione di un messaggio crittografato. Con l’aiuto di The Bombe si riusci’ infatti a risalire alla chiave di lettura dei messaggi trasmessi dai tedeschi con la macchina Enigma. Nel 1941 fu intercettato e decodificato un messaggio radio che annunciava entro una certa data il bombardamento di una città sulla costa inglese. Il Primo Ministro inglese Churchill si trovò di fronte a un delicato dilemma: dando l’ordine di evacuazione alla città, avrebbe fatto capire ai tedeschi che i loro messaggi crittografati non erano più segreti per gli inglesi: Churchill decise di non dare l’ordine di evacuare la città, determinando in questo modo la morte di duemila persone sotto le macerie del bombardamento. Da buon conoscitore della lingua tedesca, Turing scopri’ inoltre che i milioni di combinazioni della macchina Enigma per decodificare un messaggio potevano ridursi a qualche migliaio. Nel 1942 i tedeschi forse capirono che i loro messaggi venivano intercettati e decodificati e cambiarono la codifica della Macchina Enigma. Da allora per l’Intelligence inglese non fu più possibile decrittare i messaggi trasmessi dai tedeschi. Per farlo dovettero catturare un sommergibile tedesco e impossessarsi del nuovo sistema di codifica usato sulla macchina Enigma.

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Ma chi è Alan Turing? Nel 1940 questo giovane ingegnere informatico ha solo 28 anni, ma è già a capo del gruppo di ricercatori impegnati nella decrittazione delle macchine Enigma usate dalla Marina tedesca. È un tipo geniale e bizzarro, sul quale sono stati raccontati molti aneddoti: gira per Bletchley Park in bicicletta indossando una maschera antigas e non può certo vantare un curriculum scolastico brillantissimo. Al ginnasio era stato bocciato proprio in matematica. Il suo professore aveva motivato così la decisione: “Perde tempo in ricerche di matematica superiore a scapito dello studio di quella elementare. I suoi elaborati sono sporchi e disordinati”. Oggi Alan Turing è ricordato non solo come un autentico genio, ma anche come il profeta dell’intelligenza artificiale, da lui teorizzata già negli anni Trenta, quando non era stato ancora creato il primo computer. Turing è rimasto a lungo un genio incompreso. Solo un paio d’anni fa l’Inghilterra gli ha dedicato una statua. Mentre era in vita, a titolo di ringraziamento per i suoi servizi, fu decorato prima con l’Ordine dell’Impero Britannico, poi fu nominato membro della Royal Society, ed infine – nel dopoguerra – fu processato per atti osceni in quanto omosessuale e condannato ad una cura ormonale che lo rese impotente e gli fece crescere il seno. Emarginato e solo, Turing entrò in depressione e morì, in circostanze non del tutto chiare, nel giugno 1954, a soli 42 anni. La statua che gli è stata dedicata, a Manchester, lo ritrae con una mela in mano. La versione ufficiale, infatti, vuole che abbia più o meno volontariamente ingerito del cianuro accompagnandolo a una mela. Secondo una biografia recente, però, Turing, detentore di importanti segreti ma ritenuto incontrollabile, era considerato un possibile pericolo per la sicurezza dai servizi segreti inglesi, che avrebbero così inscenato un suicidio per liberarsi dello scienziato. Anni dopo, nella Silicon Valley calforniana, sorgerà una famosa compagnia costruttrice di computer, la “Apple”, il cui simbolo sarà una mela morsicata proprio in onore di Alan Turing.

La morte di Turing è soltanto uno dei tanti misteri legati alla storia di Enigma.

Per avere maggiori informazioni in merito alla storia di Enigma, vi suggeriamo di collegarvi ai seguenti siti: